Curry thailandese: una ricchezza di gusti, colori e combinazioni

Pietanza iconica e pilastro della gastronomia thailandese, il curry è una preparazione rinomata per la sua ricchezza di sapori e la profondità aromatica. Questa miscela di ingredienti e spezie unica viene utilizzata per creare piatti ricchi e appaganti che deliziano il palato. In questo articolo esploreremo le principali varianti di curry thailandese e le loro caratteristiche distintive e scopriremo come il curry thailandese può essere utilizzato in cucina, analizzando la sua versatilità.

Il curry thailandese è un preparato di spezie dal gusto esotico, complesso e gustoso, il cui nome deriva dall’indiano “kari”, traducibile con la parola “minestrone” o “zuppa”. Gli inglesi appresero questa parola durante le conquiste coloniali del XVIII° secolo e iniziarono a chiamare curry qualsiasi piatto proveniente da India e sud-est asiatico che prevedesse di cuocere a fuoco lento miscele di spezie e altri ingredienti con acqua, brodo o latte di cocco.

Il curry thailandese si distingue nettamente da quello indiano, principalmente a base di polvere o foglia di curry, garam masala e yoghurt, per il suo uso di spezie unite a erbe aromatiche e pestate in un mortaio insieme a piante locali come il lemongrass e il chili thailandese. Questo “pesto” viene successivamente cotto a fuoco lento insieme a latte di cocco, pesce e carni di uso locale, come pollo, gamberi e manzo, per poi essere servito con topping a base di verdure fresche, quali basilico, menta o germogli di bamboo.

Anche se le combinazioni di curry thailandesi sono molteplici e differenti per ogni regione, esistono tre varianti di curry che si sono affermate nell’uso locale e internazionale, ognuna delle quali offre un’esperienza culinaria unica e deliziosa, in grado di rispecchiare la ricchezza della cucina di questo paese. Le tre varianti di cui stiamo parlando sono curry giallo, curry rosso e curry verde. La tonalità di questi curry varia a seconda dell’ingrediente protagonista di ogni preparazione, rispettivamente curcuma, peperoncini rossi e peperoncini verdi thailandesi. La varietà di ingredienti presenti al loro interno incide anche sul grado di piccantezza di questi, rendendo la pasta di curry gialla quella più delicata e la pasta di curry verde quella più piccante.

Il curry thailandese si sposa particolarmente bene con ingredienti come ananas, basilico, limone e mango, e viene tradizionalmente utilizzato per piatti a base di riso, pesce e crostacei, pollame o vitello, piatti cucinati con il wok e gustose insalate piccanti a base di frutta esotica.

Ma quali sono le modalità tradizionali con cui le principali varietà di curry vengono integrate nei piatti tipici thailandesi? Per quanto riguarda il curry verde, questo viene solitamente utilizzato per preparare un pollo con verdure al curry gustoso e cremoso. Per prepararlo, basta soffriggere la pasta al curry in una padella per pochi minuti, finché non sprigiona il suo aroma. A questo punto, si aggiungono i pezzetti di pollo e si fa cuocere mescolando bene fino a doratura. Si versa, quindi, il latte di cocco nella padella e si porta a ebollizione, per poi ridurre il fuoco e lasciar sobbollire per circa dieci minuti. Una volta aggiunte le verdure scelte, come peperone, zucchina o carota, si continua a cuocere finché le verdure non sono tenere. Quest pollo è ottimo servito caldo con foglie di basilico come topping, per dare un tocco di freschezza, in accompagnamento a del profumato riso basmati o jasmine.

Un’altra ricetta tradizionale vede invece il curry rosso arricchito con gamberi e latte di cocco. Per prepararlo, mettere cipolla, aglio e zenzero in una padella e soffriggere fino a quando la cipolla diventa trasparente. Versare, quindi, la pasta di curry rosso e mescolare bene, dunque versare il latte di cocco e portare a ebollizione, avendo cura di abbassare il fuoco. Aggiungere i gamberi e cuocere per qualche minuto, finché non diventano rosa chiaro, e successivamente il peperone e la zucchina, lasciandoli a sobbollire per il tempo necessario a ottenere una consistenza croccante e gustosa. Prima di servire, guarnire con coriandolo fresco o menta, a seconda dei gusti, e aggiustare con sale e pepe.

Effettuando delle sostituzioni è inoltre possibile ottenere delle versioni vegetariane o vegane. I gamberi, ad esempio, possono essere sostituiti con tofu, tempeh o seitan tagliati a cubetti e saltali in padella fino a doratura. Per un’alternativa più leggera, si può invece usare latte di soia o latte di mandorla, anche se il latte di cocco conferisce un sapore più ricco e una consistenza cremosa.

Il curry giallo viene, invece, spesso usato in ricette a base di manzo, con l’aggiunta di patate. Per cucinarlo, scaldare l’olio in una pentola grande e aggiungere la cipolla, l’aglio e lo zenzero. Soffriggere fino a quando la cipolla diventa trasparente, poi aggiungere il manzo e rosolare fino a doratura. Incorporare la pasta di curry e mescolare bene per far insaporire la carne. Aggiungere le patate e il latte di cocco, dunque portare a ebollizione, poi lasciar cuocere a fuoco lento per circa 30-40 minuti, finché il manzo e le patate sono teneri. Prima di servire, si può anche guarnire con coriandolo fresco o menta o basalico thailandese. Per realizzare una versione di questa ricetta a base di pesce, si possono utilizzare filetti di pesce bianco come merluzzo o nasello, tagliati a pezzi, e includere eventualmente gamberi o cozze.

Il curry thailandese è un ingrediente particolarmente versatile in cucina, che può essere inserito in molti modi diversi in varie preparazioni, anche occidentali.

Il curry thailandese può essere aggiunto a ricette calde, come stufati di carne o legumi o risotti con gamberi e verdure per conferire profondità ed esoticità ai piatti. In alternativa, può essere utilizzato per insaporire e preparare deliziose zuppe, donando così un aroma esotico caratteristico e ricco.

Preparando un brodo con una piccola quantità di curry e arricchendo la preparazione con proteine come pollo e manzo e verdure, si ottiene un piatto caldo ideale per le giornate invernali più fredde.

Il curry è inoltre perfetto per realizzare marinate da utilizzare come topping per pesce o carne alla griglia, mescolandolo con yoghurt, latte di cocco o emulsionando con olio.

In alternativa, è ottimo anche per preparare salse al curry ricche e gustose da usare come condimento per le insalate o come topping per sushi o poke bowl. Per prepararla, basta unire in una ciotola dello yogurt e la pasta di curry preferita, mescolando bene fino a ottenere un composto omogeneo; si aggiungono, dunque, miele e succo di limone o lime per regolare dolcezza e acidità e, se lo si desidera, peperoncino in polvere.

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