Come reinventare i tuoi piatti con l’aceto di riso

L’aceto è un condimento molto diffuso in diversi paesi e il Giappone non fa eccezione. Qui, l’aceto di riso non è solo un ingrediente comunemente usato in cucina, ma costituisce anche la base di molti piatti popolari. È infatti uno degli ingredienti fondamentali per condire il riso per sushi, incidendo notevolmente sulla qualità finale del piatto. Se avete mangiato sushi, avete sicuramente assaporato l’aceto di riso, che conferisce al riso cotto il caratteristico gusto leggero e acidulo. Si potrebbe pensare che sia solo la qualità del pesce a determinare la bontà del sushi, ma in realtà l’aceto di riso gioca un ruolo altrettanto cruciale.

Confrontando l’aceto di riso con i tradizionali tipi di aceto occidentali, si scopre che il suo sapore è più delicato e gustoso, con un colore che varia dal trasparente al giallo intenso. Esistono diverse tipologie di aceto di riso, che variano soprattutto in base agli stili regionali; questo condimento è infatti centrale nella cucina cinese, giapponese, coreana e delle cucine del Sud-est asiatico.

L’aceto di riso si ottiene principalmente dalla fermentazione del riso. Gli zuccheri del riso vengono convertiti in alcol per poi passare attraverso una seconda fermentazione nell’acido acetico. Al termine della fermentazione, l’aceto viene lasciato maturare lentamente per migliorarne il sapore, e viene poi filtrato, sterilizzato, imbottigliato.

Il risultato è in genere poco acido e abbastanza delicato, un’aggiunta ideale per condimenti per insalate, sottaceti e marinate.

Aceto di riso e mirin: quali differenze?

Come l’aceto di riso, anche il mirin è un condimento comunemente usato nella maggior parte delle cucine giapponesi. Una delle principali differenze tra questi ingredienti è il gusto. Il mirin, che contiene una percentuale residua di alcol e zucchero, ha un sapore dolce e leggermente umami, mentre l’aceto di riso è caratterizzato da un gusto più acido e delicatamente amaro. Questa differenza si riflette anche nel modo in cui vengono utilizzati in cucina: mentre il mirin è spesso impiegato per aggiungere una nota dolce e umami a preparazioni come la salsa teriyaki, l’aceto di riso viene utilizzato più frequentemente per conferire un sapore acidulo e delicato a piatti in salamoia, condimenti per insalate e marinature.

Per quanto riguarda le differenze con un aceto bianco nostrano, queste risiedono principalmente nella modalità di impiego in cucina. Mentre l’aceto di riso si ottiene dalla fermentazione del riso, l’aceto bianco è prodotto dalla fermentazione dell’alcol di cereali. Questo processo incide talvolta sull’acidità; l’aceto bianco è infatti il più acido dei due, mentre l’aceto di riso dovrebbe essere usato quando si cerca un gusto leggermente più morbido, più pieno e più delicato.

L’aceto che probabilmente più si avvicina come sapore all’aceto di riso è l’aceto di sidro di mele. Sebbene quest’ultimo tenda a essere più torbido e potente dell’aceto di riso, il suo rapporto dolcezza-acidità è abbastanza simile da poter funzionare in alcune circostanze come valido sostituto. L’aceto di riso è un ingrediente estremamente versatile in cucina e può essere usato per preparazioni anche molto diverse tra loro. Innanzitutto, l’aceto di riso può essere aggiunto ai liquidi per marinatura per ottenere un sapore delicato che non sovrasti l’ingrediente principale. Si può anche sperimentare con l’aceto di riso e i sottaceti: lasciatevi ispirare dalle sfumature fruttate e mettetelo sotto aceto con prugne fresche, ravanelli o zenzero.

Per un condimento leggero per l’insalata, invece, si può aggiungere un cucchiaio di aceto di riso a due cucchiai di olio d’oliva, condendo poi a piacere con sale e pepe nero e aggiungendo, se lo si desidera, anche delle salse, come ad esempio la senape. L’aceto di riso può infatti essere il topping ideale per un’insalata in stile thai con cavolo nero, verze, carote, mango, cipolla, coriandolo e menta.

L’aceto di riso, con il suo sapore delicato, è perfetto come condimento anche per noodle e pasta. Per esempio, è il dressing ideale per noodle croccanti al peperoncino e arachidi con pollo e cetriolo o per noodle di maiale al cumino. Come intuibile, l’aceto di riso è un ingrediente fondamentale per la realizzazione di salse, da utilizzare sia come dressing, sia come salse da intingere.

L’aceto di riso rientra nella lista degli ingredienti per preparare uno sciroppo per condire il bok choi, una tipologia di cavolo cinese, unito a salsa di soia e zucchero, e per un salmone alla griglia in stile coreano, accompagnato da cetrioli sottaceto e bok choi.

Essendo tipico della cucina giapponese, l’aceto di riso viene impiegato nella preparazione di una vasta gamma di salse appartenenti a questa tradizione culinaria. Uno degli esempi più classici è la salsa di condimento per gli spiedini di pollo teriyaki, per la quale può essere unito a salsa di soia, mirin e zucchero di canna.

Da non dimenticare, parlando della tradizione culinaria giapponese, è l’utilizzo dell’aceto di riso, unito a sale e zucchero, per condire il riso per sushi. Questo passaggio è fondamentale per preparare sushi dall’autentico gusto giapponese. Partendo dai classici nigiri, fino agli hosomaki e i gunkan, un aceto di riso di buona qualità è fondamentale per ottenere un sushi gustoso.

L’aceto di riso può anche essere impiegato in mixology per creare cocktail originali e dal gusto unico. È infatti sufficiente aggiungere un goccio di aceto di riso a un gin tonic fruttato per ottenere un cocktail stagionale facile e veloce.

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