
Ramune: molto più di una soda. Storia, cultura e magia dell’iconica bevanda frizzante giapponese
Icona estiva giapponese, la Ramune unisce gusto, gioco e tradizione in un’esperienza frizzante unica
Da mangiare freddi o caldi e facili da cucinare, i noodles asiatici, che esploreremo in questo articolo, sono stati inventati migliaia di anni fa ma sono oggi in grado di ispirare le cucine di tutto il mondo. Realizzati con diverse tipologie di cereali e grani, i noodles rappresentano una categoria ricca di sfaccettature di gusto, elasticità e modalità di utilizzo, rimanendo sempre un alimento sano e delizioso che ha conquistato i buongustai di tutto il mondo grazie alle migliaia di ricette che li vedono protagonisti. I noodles asiatici sono un alimento ad alto contenuto di vitamine e minerali, povero di grassi, facile da conservare ed estremamente versatile sia nelle mani di un cuoco esperto che in quelle di un curioso alle prime armi. Saltati in padella, bolliti, serviti asciutti, in insalata o in brodo, questi noodles gommosi ed elastici sono sempre contraddistinti da una consistenza e un gusto raffinati.
La farina di riso è uno dei principali ingredienti per la preparazione di paste di riso di vari tipi, dai noodles ai vermicelli.
Le tagliatelle di riso, che costituiscono un’ampia categoria di noodles asiatici, rappresentano, grazie alla loro composizione senza glutine, un sostituto leggero e più sano delle classiche tagliatelle di grano o all’uovo. I cinesi e i thailandesi, che le utilizzano nelle loro ricette saltate in padella, hanno un debole per la loro consistenza compatta ed elastica. Tra le ricette tradizionali più conosciute si possono trovare il Pad Thai o i Noodles al curry e al cocco. Per preparare un autentico Pad Thai, le tagliatelle devono essere condite utilizzando aglio tritato, peperoncini thailandesi tagliati molto sottili, zucchero di cuore di palma, pasta di tamarindo, salsa di pesce, succo di lime fresco, gamberetti, fiocchi di peperoncino, uova, carote, cipolle e tofu. Si possono anche aggiungere foglie di coriandolo, arachidi tostate e spicchi di lime o altri ingredienti per personalizzare questo piatto dai sapori freschi ed esotici, perfetti per l’estate.
I vermicelli di riso sono, invece, una pasta secca estremamente sottile, con un diametro che non supera il millimetro. Dal gusto più neutro e anch’essi senza glutine, sono diffusi in tutta l’Asia e vengono utilizzati in diverse ricette per insalate e fritture o come accompagnamento per le carni alla griglia. Se vengono fritti prima di essere bagnati, come fanno i thailandesi, diventano croccanti; loro li usano, ad esempio, come eleganti nidi in cui posizionare la proteina o il vegetale principale.
Naturalmente, la farina di riso può anche essere utilizzata per preparare dei sottili spaghetti di riso, un ingrediente comune in molti piatti asiatici, specialmente quelli secchi, che costituiscono un ottimo e comodo alimento base da avere a portata di mano, privi di glutine e da utilizzare in tanti modi diversi.
Spaghetti e vermicelli di riso sono molto popolari in Asia e vengono solitamente serviti conditi con verdure tagliate a listarelle e saltate nel wok, come carote, zucchine e cipolle, e carni come pollo, manzo o lonza di maiale, ma anche dei semplici gamberetti.
I vermicelli di soia sono un tipo di pasta trasparente e sottile costituita principalmente da farina di fagioli mungo e ricca di proteine e acqua. Senza glutine, a basso contenuto calorico e ricchi di fibre, sono una scelta popolare per coloro che seguono diete specifiche o sportive, o che semplicemente desiderano opzioni più leggere. I vermicelli di soia sono molto versatili e possono essere utilizzati in una grande varietà di piatti, come zuppe, insalate o piatti unici. Noti anche perché assorbono bene i sapori dei condimenti e degli ingredienti con cui vengono combinati, si adattano moltissimo anche a preparare delle veloci ma prelibate insalate utilizzando verdure croccanti come peperoni, cetrioli, carote e germogli di soia. Si possono poi condire a piacere con una salsa leggera a base di lime, salsa di soia e zenzero, che darà sapore al vermicello stesso, rendendolo goloso e accattivante.
Questi noodles, diventati popolari grazie alla dieta Dukan, sono di solito trasparenti o traslucidi e sono costituiti da acqua e farina ricavata dalla radice della pianta Konjac, molto diffusa nel sud-est asiatico. Questa pianta è costituita da proteine particolari che hanno il vantaggio, una volta entrate in contatto con l’acqua presente nell’apparato digestivo, di espandersi, dando un senso di sazietà anche nel caso si consumino solo pochi grammi di noodles, riducendo così le calorie ingerite. Senza glutine, a basso contenuto di grassi e carboidrati, i noodles shirataki possono essere utilizzati in vari piatti asiatici e occidentali, ed essendo un’alternativa leggera ai normali spaghetti, possono inserirsi in ricette di vario tipo appartenenti anche a tradizioni culinarie differenti. Ad esempio, per aggiungere una nota di gusto unica a un piatto di pasta fredda, si possono preparare degli spaghetti shirataki conditi con pancetta di maiale, kimchi, salsa di soia, salsa di pesce, olio di sesamo e gambi di cipollotto. In alternativa, per un tocco più italiano, si possono condire le tagliatelle shirataki con un pesto di pinoli, aglio e basilico fresco. La delicatezza degli shirataki fa sì che i tempi di cottura siano minimi, rendendoli ottimi per realizzare piatti espressi, leggeri e adatti agli sportivi.
Probabilmente, fra i noodle giapponesi più conosciuti, quando parliamo di ramen ci riferiamo ai noodles giapponesi resi famosi dal loro impiego nell’omonima zuppa “Ramen”, preparata solitamente con verdure, un ricco e gustoso brodo di carne, spezie e uova. Questo comfort food moderno e trendy consiste essenzialmente di spaghetti di grano sottili, a volte ricci e colorati di giallo, dalla consistenza elastica e dal gusto saporito. Come gli udon, si possono trovare secchi, freschi e anche surgelati, per facilitarne l’uso.
Esiste un’ampia varietà di tipologie di ramen, che variano a seconda della ricetta di brodo usata e degli ingredienti utilizzati nella ricetta, anche se i condimenti per ramen più comuni sono l’ajitama (uova sode marinate con salsa di soia dolce) e il chashu (carne di maiale cotta e affettata). Il brodo base per il ramen, il brodo dashi, può essere arricchito da altri ingredienti: la soia, per realizzare lo shoyu ramen, una zuppa molto intensa di sapore e colore; il miso, per preparare il miso ramen, più delicato ma aromatico; e il sale, se si vuole cucinare lo shio ramen. Tuttavia, il ramen può essere condito con un’ampia gamma di ingredienti per realizzare ricette originali, come il ramen di verdure o il ramen con tofu e funghi, un’ottima alternativa vegetariana.
I somen sono noodles giapponesi secchi di grano bianco leggermente più spessi dei nostri vermicelli, tra i più apprezzati nella cucina asiatica. Si realizzano tirando e stirando l’impasto con olio vegetale fino a formare dei fili sottili, che vengono poi lasciati asciugare all’aria. In Giappone vengono solitamente serviti freddi, con una salsa leggera detta tsuyu. Questi noodles, ideali per l’estate, possono essere serviti usando come ingredienti cipollotto, zenzero fresco, semi di sesamo, aceto di riso, sale, salsa di soia e dashi freddo. Il dashi può essere di pesce, a base di kombu o funghi shiitake, ma anche di verdure, approfondisci cosa è il dashi con il nostro articolo.
La soba è una tipologia di noodles giapponesi fatti con un impasto di grano saraceno. Relativamente densa e deliziosa, con un sapore fortemente umami, la soba contiene più vitamine, proteine e fibre rispetto agli altri noodles. In estate, vengono serviti freddi nella variante zarusoba con salsa di soia, serviti in accompagnamento a tempura di gamberi o verdure, mentre nel menù invernale vengono utilizzati nei brodi caldi.
Se la soba viene solitamente ottenuta dal grano saraceno, i soba usati per la yakisoba sono noodles in stile cinese ottenuti dalla farina di grano, tipicamente aromatizzati con un condimento simile alla salsa Worcestershire. Gli yakisoba vengono solitamente saltati e conditi con verdure cotte nel wok come carote, zucchine, cipolle, germogli di soia e erba cipollina, ma anche con proteine come gamberetti o maiale.
Gli udon sono degli spaghetti più spessi e deliziosamente gommosi, fatti con farina di frumento, acqua e un po’ di sale. Hanno un gusto abbastanza neutro, il che permette di mettere in evidenza l’intensità degli ingredienti utilizzati nella ricetta, ad esempio della salsa di soia o dello zenzero. Sono noodles molto leggeri e facili da digerire che si possono trovare secchi e freschi, ma anche surgelati. Si servono caldi nelle zuppe oppure saltati in padella. Tra le ricette tradizionali che vedono l’utilizzo degli udon, ci sono ad esempio i Curry Udon, ossia udon serviti nella zuppa densa di curry giapponese. In estate, gli udon possono essere serviti freddi, da intingere nella tipica salsa mentsuyu, accompagnati, come nel caso della zarusoba, da tempura di verdure e gamberi.
Ultimi, ma di certo non per importanza, i noodles, dalla forma lunga e sottile, che rappresentano il più diffuso tipo di pasta al mondo, progenitore delle varianti occidentali. Creati in Cina più di 4.000 anni fa, sono oggi diffusi anche in altre nazioni, come Corea, Tailandia, Filippine e, ovviamente, Giappone.
Si producono con un impasto di farina di varie tipologie a cui si aggiunge acqua ed eventualmente uova, e con cui si creano dei fili di pasta di spessore variabile a seconda delle tradizioni locali.
Anche i noodles sono perfetti per realizzare ottime ricette per l’estate. Utilizzandoli freddi, oltre che per insalate di verdure, possono ad esempio essere conditi con una cremosa salsa a base di burro di arachidi, salsa di soia, aceto di riso e peperoncino.
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