
Ramune: molto più di una soda. Storia, cultura e magia dell’iconica bevanda frizzante giapponese
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È qualche tempo che anche in Italia si vedono in giro delle colorate insalate di pesce frutta e verdura. Sono i poke, o poke salad o poke bowl. Talvolta possono essere dette anche sushi bowl. Comunque le si chiami sono un piatto, o meglio, una ciotola originaria delle Hawaii.
La parola “poke” significa “tagliare a pezzi trasversalmente”. Gli antichi pescatori hawaiani erano soliti prendere pesci di barriera e massaggiarli con ingredienti semplici come sale marino e alghe per insaporirli e conservarli.
Durante il XIX secolo, con l’arrivo di flotte da pesca avanzate e lavoratori giapponesi, il pesce predominante per il poke divenne il tonno. Negli anni ’70 e ’80, l’ulteriore immigrazione asiatica alle Hawaii portò a un’evoluzione del poke, integrando ingredienti come salsa di soia, alghe e olio di sesamo. Negli anni ’90, il poke iniziò ad apparire nei negozi di alimentari locali e nei supermercati.
Nel tempo il poke è stato continuamente influenzato e agli ingredienti del classico poke hawaiano se ne sono aggiunti molti altri, dando vita a varianti del poke originario. Nato come un piatto molto semplice, preparato con ciò che i pescatori avevano a disposizione, oggi esistono innumerevoli versioni di poke bowl, incluse quelle con gamberi, polpo e carne secca.
La West Coast statunitense ha reso celebre questo piatto con una ricetta base veramente semplice. Base di riso, pesce crudo marinato come ingrediente principale e vari ingredienti a condirlo e a renderlo più saporito. È infatti un piatto unico. Può contenere riso venere, pesce fresco, salmone affumicato tagliato a cubetti, alghe wakame, edamame, sesamo tostato e tanto altro. Una delle più note resta però la poke bowl al salmone. Per condirla potete utilizzare un filo di salsa o anche olio evo e pizzichi di sale.
La caratteristica principale delle hawaiian poke è data dai pezzettini in cui deve rigorosamente essere tagliato il pesce. Grande importanza viene conferita infatti anche al lato estetico. Tanto da farle diventare vere e proprie opere d’arte.
La procedura per creare un poke è molto semplice, bastano 15 minuti.
Bisogna scegliere una base di cereali da portare a bollore (il riso da sushi, riso basmati, riso nero venere o un mix di riso integrale, farro, orzo o quinoa) oppure di insalata. Se decidete di cuocere il riso, ricordatevi di sciacquarlo sotto l’ acqua corrente fredda fino a quando l acqua sarà trasparente e il riso non sarà più eccessivamente salato. Quindi mettete il rio in un colino e sciacquatelo.
A questa si aggiungono le proteine. La base di pesce crudo – in genere rappresentato da tonno, salmone affumicato o crudo marinato, polpo o gamberetti – oppure tofu se se ne vuole proporre una versione vegetariana. Potete usare gli ingredienti che preferite. Ognuno può infatti creare le proprie poke come desidera.
Quindi aggiungere il contorno di verdura, frutta, avocado, mango e frutta secca. Non ci sono regole se non il gusto personale e ovviamente la stagionalità degli ingredienti.
Infine il condimento, importantissimo. La base deve essere sempre salsa di soia o salsa ponzu e olio di sesamo. A queste si possono aggiungere tantissimi ingredienti che lascerete marinare per renderla più particolare. Aceto di riso, semi di sesamo, pezzettini di peperoncino secco o fresco, alghe, uova di pesce e pezzettini di cipolla, per citarne sol
o alcuni. Potete condire a piacere
Lasciate riposare e impiattate il tutto in una ciotola e coprite con coperchio, utile per il take away.
Le poke bowl offrono numerosi benefici nutrizionali grazie ai loro ingredienti freschi e bilanciati. Sono ricche di proteine magre, grazie al pesce crudo come il tonno e il salmone, e forniscono acidi grassi omega-3 essenziali. Le verdure aggiungono fibre, vitamine e antiossidanti, mentre i carboidrati complessi del riso forniscono energia duratura. Inoltre, l’uso di ingredienti freschi e condimenti leggeri rende le poke bowl un’opzione sana e gustosa per mantenere un’alimentazione equilibrata e nutriente.
Come abbiamo visto sopra, il procedimento per fare una poke bowl è semplicissimo. L’importante è procurarsi tanti ingredienti e aver cura di tagliare tocchetti della stessa misura o, in alternativa, acquistare ingredienti già tagliati a cubetti, una scelta che fornisce un grande aiuto in cucina.
Niente di meglio per attirare i clienti di passaggio di una bella esposizione degli ingredienti sul bancone. Chi può resistere al colore di frutta, verdura e pesce?
La ricchezza di combinazioni delle poke bowl permette di andare incontro a tutte le esigenze della nostra clientela, senza mai sbagliare. Accanto alle nostre proposte, consentiamo ai clienti di comporre la loro versione preferita scegliendo dalla lista degli ingredienti disponibili.
Le poke bowl sono inequivocabilmente il trend del momento e hanno portato alla nascita di numerosi poke shop. Sono un primo piatto molto sano, leggero, gustoso, vario. Sono anche complete dal punto di vista nutrizionale e si inseriscono perfettamente nello spirito contemporaneo di una alimentazione di qualità con ridotto apporto di carne. Qualunque esercizio che le offra, a pranzo o a cena, otterrà facilmente il favore di tutto il pubblico attento ai temi della salute propria e del pianeta.
Semplicità e varietà
Oggi la poke bowl, piatto tipico della cucina hawaiana, riscuote sempre più successo. Spesso associata alla cucina giapponese, è composta da pesce crudo come ingrediente base e vari ingredienti a condirlo e a renderlo più saporito. Facile, trendy e personalizzabile sono le parole chiave per catturare i clienti. E non lasciati sfuggire le nostre poke originali.

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