La sua colorazione scura aggiunge una nota invitante anche i piatti all’apparenza meno appetitosi, come il pollo lesso e riso bollito. Una vera mano santa quando l’aspetto presentazionale è importante quanto quello del gusto.
Salse derivate dalla salsa soia
Nuovi aromi per usare la salsa di soia in modo più creativo
Usando la salsa di soia come base, si possono creare nuove salse, semplicemente miscelandola con altri sapori.
La salsa teriyaki nasce così: si aggiungono mirin (sakè dolce giapponese) e zucchero. Il risultato è un salsa più dolce ed elaborata, che non va usata sul pesce crudo, ma per carne e pesce grigliati, come suggerisce il nome (“yaki” significa “cotto su griglia”). Va usata quindi per marinare, ma anche durante la cottura. Se, al contrario, si vuole ottenere un sapore più acido, si può ricorrere a soia e succo di limone: la salsa agrumata ponzu. E ancora, i più fantasiosi possono provare le salse di soia giapponesi abbinate a diversi aromi, anche molto particolari. Ecco alcuni esempi di tipologie di salsa fermentata: aromatizzata ai funghi, ai gamberetti, alle cinque spezie cinesi, con un aroma dolce dato dal brown sugar. Oppure, come si usa in Indonesia, si può pensare all’anice stellato o all’aglio in polvere. Rimane solo l’imbarazzo della scelta!










